il nuovo trend demografico italiano prevede un continuo invecchiamento della popolazione, il quale porterà ad un inevitabile calo nei prossimi decenni. Ecco perché oggi voglio parlarti di previdenza integrativa, dedicami qualche minuto e non rimarrai deluso.
L’invecchiamento, purtroppo, è un “potenziale” cataclisma in ambito pensionistico, soprattutto se non verranno messi in pratica diversi interventi correttivi.
Ma chi ha la responsabilità di stabilire quali siano le azioni da intraprendere e chi si farà carico di accertarsi che quanto stabilito venga seguito nel modo più efficiente possibile?
Sono domande che generano una certa incertezza (se non paura), vero? Il motivo è che stiamo discutendo di un futuro che “sembra” così lontano ma in realtà non lo è.
Ci riflettevo proprio in questi giorni mentre, insieme a mia figlia, riscoprivo la passione per i fumetti ed i manga, e rientravo dopo ormai vent’anni in una fumetteria (non fare battute, sono ancora giovane).
Ora, tralascio di proposito il fatto che i costi dei fumetti siano schizzati dai 2,50€ di quando li acquistavo io ai 5/6€ di oggi perché il punto non è questo.
Il vero stupore è stato constatare che sembravano essere passati solo pochissimi anni e non 20. Ed in 20 anni è passata davvero tantissima acqua sotto i ponti. A pensarci bene anche dal punto di vista pensionistico, tra riforme e modifiche di legge sono cambiate tantissime cose.
Quando ho iniziato a lavorare potevo sperare di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi, oggi c’è bisogno di almeno 67 anni e mi aspetto che alla fine andrò in pensione almeno a 70 anni e con oltre 40 anni di contributi.
Quanto guadagnerò in pensione?
Parliamoci chiaro, è questa la domanda che si pongono quelli della mia generazione: in proporzione al mio ultimo reddito quanto riceverò di pensione? Beh, le percentuali variano parecchio ma una cosa è certa, non supererà mai il 50% di quanto avrò guadagnato negli ultimi anni della mia carriera lavorativa.
A questo punto mi chiedo: perché non pensare oggi alla mia pensione? Ed ancora: perché devo delegare a esso il mio tenore futuro tenore di vita?
La risposta che mi sono dato è semplice, perché esistono diverse soluzioni per garantire il mio tenore di vita quando sarò anziano ed almeno un paio di queste possono e devono essere prese in seria considerazione. Ed ora te ne parlo.
In primo luogo, esistono i Fondi Pensione che sono lo strumento creato ad hoc per affrontare questo problema. Ma non è detto che siano necessariamente la soluzione principale per conseguire i propri risultati perché questi variano da persona a persona in base a fattori personali, familiari, lavorativi, etici, etc…
Allo stesso modo non è detto che le soluzioni siano solo finanziarie, come ad esempio immobili, diritti d’autore, collezioni, brevetti etc…
Facciamo una piccola riflessione su come funziona la pensione pubblica (ad oggi agosto 2023):
il sistema pensionistico pubblico è agganciato all’aspettativa di vita, con una periodica revisione dell’età in cui andare in pensione e del coefficiente da applicare al montante contributivo, le pensioni sono pagate per cassa, cioè sono pagate direttamente con i contributi dell’attuale forza lavoro.
Quindi, la riduzione dei lavoratori contro un aumento dei pensionati è un chiaro segnale di crisi e pericolo del sistema pensionistico italiano. E visto che non c’è limite alla fantasia chi mi assicura oggi che per quando andrò in pensione o anche prima, il governo di turno in nome dell’ennesima crisi, decida di non pagare più quei risparmi che mi spettano dandomi in cambio servizi gratuiti di cui magari non ne ho nemmeno bisogno?
È inutile girarci intorno, il sistema attuale è rischioso ed in prospettiva sarà sempre più opportuno che ognuno di noi inizi quantomeno a riflettere su come integrare la propria pensione con la previdenza complementare e integrativa.
La previdenza complementare e integrativa, esiste già da molto tempo ma è nell’ultimo decennio che sta pian piano mostrando un ritmo costante di crescita ed ha ampi margini di miglioramento soprattutto se legata ad un’evoluzione dell’educazione finanziaria, ormai sempre più necessaria.
Perché aspettare che arrivi un problema che sappiamo già esistere? Non c’è motivo, giusto?
In conclusione, anche se oggi decidi di non scegliere è bene però importi una riflessione aperta e trasparente sulla necessità di garantire il benessere futuro per te ed i tuoi cari nel momento in cui ne avrai più bisogno.
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