Oggi parliamo di un argomento molto particolare e sconosciuto ai più, il coacervo delle donazioni, una legge che prevede e regola le donazioni che intervengono tra due persone, solitamente denominate donante e donatario.
Partiamo da un concetto di base: esiste una franchigia, un limite di esenzione, per cui al fine di verificare se le donazioni l’hanno intaccata occorre tener conto di tutte le operazioni di donazione ricevute o da ricevere. Sei arrivato fin qui ed ancora non ti sei fermato? Ottimo, allora continua a leggere l’articolo per saperne di più.
Ecco perché risulta fondamentale effettuare un’attenta analisi, per capire come funziona quando esistono più donazioni e tutte riconducibili ad una stessa persona.
Sembra un argomento strato da discutere, non è vero? Eppure anche in questo caso è necessario confrontarsi con un esperto che sia in grado di orientare i donatori con sicurezza, chiarezza e precisione.
La presenza di un professionista si rende necessaria perché negli ultimi anni, nel campo delle tasse di successione, c’è stata grande discussione sul concetto di “coacervo”, discussioni generate dal calcolo cumulativo di tutte le donazioni fatte da una persona allo stesso beneficiario nel corso del tempo.
In questo contesto si è convenuto che bisogna calcolare l’eventuale riduzione delle eventuali franchigie previste.
Infatti, le donazioni precedenti sono incluse nel calcolo della soglia di esenzione fiscale per le donazioni future, in altre parole, l’esenzione fiscale si determina sottraendo il valore delle donazioni precedenti dall’importo complessivo.
Il coacervo è stato oggetto di numerosi dibattiti sia in ambito giuridico che accademico, tanto è vero che negli ultimi anni, la Corte di Cassazione ha affrontato la questione più volte, come nell’ultimo caso emblematico della Sentenza n. 727 del 19/01/2021.
Ma con la circolare n.29/E del 19 ottobre 2023 è stata l’Agenzia dell’Entrate ad annunciare l’abolizione del Coacervo Ereditario.
Quindi, visto che il Coacervo Ereditario è stato abolito ed il Coacervo delle donazioni, invece no, è fondamentale prestare la massima attenzione e se possibile cercare di tenersi informati consultando degli esperti legali che possano adattare le strategie alle vostre esigenze per garantire un “passaggio” dei beni più agevole e conforme alle norme.
A tutto a beneficio dei vostri cari.
Inoltre, ricordati di tenere conto delle donazioni precedenti effettuate prima dell’introduzione delle imposte sulle donazioni tra il 2001 e il 2006. In questo caso, le precedenti non sono prese in considerazione nel concetto di “coacervo”.
La dichiarazione di successione richiede la segnalazione di precedenti donazioni, ma alcuni tipi di donazioni sono esenti dall’imposta di successione e non erodono la soglia di esenzione fiscale. Tra queste vi sono le donazioni di azioni esenti e le donazioni di immobili soggetti al vincolo delle belle arti.
In conclusione, la gestione delle complessità dell’accumulo delle donazioni e del loro impatto sulla pianificazione della successione richiede un’attenta riflessione e l’assistenza di più professionisti esperti, in questo caso non basta l’aiuto di un buon Consulente Finanziario, ma sarà consigliabile anche l’aiuto di un buon Legale.
Non ne hai uno ma stai cercando di capire come gestire il problema delle donazioni in famiglia? Nessun problema, contattami e ti indicherò i primi passi da fare.